Book 2
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I Peloponnesi vedendo che gli Ateniesi non uscivano loro incontro, levato il campo da Acarne, saccheggiarono alcune altre villate infra il monte Parnete e Brilesso : e mentre tuttora si trattenevano nell’Attica, gli Ate niesi spedirono in giro al Peloponneso le cento navi, clie andavano preparando , entrovi mille soldati di grave armatura e quattrocento arcieri, sotto il comando di Carcino figliolo di Xenotimo, di Protea d’Epicle, e di Socrate di Antigene , i quali salparono con questo apparato , e costeggiavano il Peloponneso. I Peloponnesi rimasero nell’Attica sinché ebbero vettovaglia ; poi si ritirarono marciando per là Beozia, non dalla parte ove erano entrati. In passando da Oropo davano il guasto alla campagna chiamata Piraica, posseduta dagli Oropii vassalli degli Ateniesi ; giunti poi nel Peloponueso si separarono, per tornare ognuno alla propria casa.
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Dopo la loro ritirata gli Ateniesi, risoluti di guardar l’Attica per tutto il tempo della guerra, messero presidii dalla parte di terra e di mare. Determinarono poscia si levassero mille talenti dal denaro depositato nella rocca , si mettessero a parte, non si spendessero e si sostenesse la guerra solo col rimanente. Per chi parlasse o proponesse il partito di impiegar questa somma per qualsivoglia altr’ uso ( salvo che i nemici assaltassero la città con armata navale e bisognasse respignerli ), decretarono pena di morte. Oltre a questi mille talenti, sceglievano ogni anno le migliori triremi , sino a che sommassero a cento, ed i trierarchi di quelle : di nessuna delle quali volevano fosse lecito usare giammai eccetto che insieme con quei mille talenti, all’ occorrenza di ovviare al medesimo pericolo.