Book 2
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In quel medesimo inverno gli Ateniesi, seguendo le patrie costumanze, fecero le pubbliche esequie ai primi morti in questa guerra: ed eccone le cerimonie. Tre giorni innanzi alzano un gran padiglione, ove espongono alla pubblica vista gli ossami degli spenti, e ciascuno fa al proprio parente quell’offerta che più gli aggrada. Giunto il di del trasporto al sepolcro, portano su carri delle arche di cipresso (una per tribù) entrovi le ossa di ciascheduno, secondo la tribù cui apparteneva : una sola bara per onorar quei, dei quali, per non essere stati ritrovati , non si sia potuto riavere il cadavere , coperta di coltre è portata vuota. Chiunque voglia, cittadino o straniero , accompagna la funerea pompa, e le donne parenti intervengono alla sepoltura e vi fanno gran corrotto. Vengono poscia locati in un pubblico monumento situato nel più bel sobborgo della città, ed ivi sempre usano di seppellire i morti in guerra , da quei di Maratona in fuori, ai quali, per lo straordinario loro valore, diedero là, a Maratona stessa, la sepoltura. Or coperti che gli hanno di terra , un personaggio a ciò dalla città scelto, che per prudenza e dignità tra i primi si annoveri , pronunzia su di essi il conveniente elogio, e dopo ciò si ritirano. Queste sono le cerimonie onde danno sepoltura ; e in tutto il tempo della guerra f quando ciò fare accadesse, cosi praticavano. Ad encomiar pertanto questi primi fu scelto Pericle tìglio di Xantippo : giunta l’ora opportuna si avanzò egli dal monumento alla ringhiera situata in alto , acciò potesse essere inteso più in lontananza dalla moltitudine, e così favellò :