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Ἱστορίαι

Ἱστορίαι Thucydides

Book 2

4 I Tebani conosciuto lo sbaglio si ristrignevano tra loro, e respingevano gli assalitori dalla parte onde gli investissero. Due o tre vohe gli ributtarono; ma finalmente, serrandosi loro addosso i Plateesi con furia strepitosa, e ad un’ora stessa le donne e i servi tra gli schiamazzi e gli urlamenti percuotendoli dalle case con sassi e tegole, e di più caduta essendo nella notte dirotta pioggia , impaurirono; e voltata faccia fuggivano per la città tra il fango ed il buio (perchè la cosa accadde sul finir del mese) senza sapere i più ove scampare , ed incalzati da gente ben pratica da non lasciarli scapolare ; così che per la maggior parte erano trucidati. Un plateese serrò la porta onde erano entrati, la sola che fosse aperta, mettendo negli anelli per catenaccio la punta della lancia, talché neppure per quella potevano uscire. Perseguitati adunque per la città alcuni salirono sulle mura e si precipitarono fuori, morendovi i più ; alcuni con una scure prestata loro da una donna ruppero di soppiatto la sbarra di una porta abbandonata, e pochi ne uscirono perchè la cosa fu presto risaputa ; altri erano qua e là uccisi sparsamente per la città. Ma il maggior numero,e sopra tutto quelli che si erano ristretti insieme, si cacciano in un gran torrione delle mura, la ^ porta per avventura non era chiusa, credendo esser quel torrione una porta della città, e che sicuramente desse usata per fuori. I Plateesi vedendoveli incappati deliberavano, se così come si trovavano ve li avessero a bruciare dando fuoco al torrione, ovvero trattarli altramente. Finalmente costoro, e tutti gli altriTebani che restavano ancora vagando per la città, convennero co’ Plateesi di rendersi a discrezione, ponendo giù le armi. Così procederono le cose per quelli entrati in Platea.

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