Book 2
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« Tal governo pertanto si è il nostro (chiamato appunto democrazia, perchè amministrato non da pochi ma dai più) che nulla abbiamo da invidiare all' altrui legislazione ; anzi, piuttosto che imitar gli altri, siamo degli altri il modello. Tutti giusta le leggi vi sono eguali nelle particolari controversie : quanto poi alle pubbliche dignità, ciascuno viene anteposto non pel distinto suo grado principalmente, ma sì per la virtù, secondo che in alcuna cosa si mostri eccellente : nè, sia pur povero , purché abile a giovare alla Repubblica , gli è d’impedimento alle cariche l' oscurità del suo stato. INoi liberalmente procediamo nelle pubbliche faccende ; nè , per il reciproco sospetto cui danno materia le quotidiane occupazioni, prendendo alcuno in odio se qualche cosa faccia per suo mero piacere , componiamo il nostro volto a quell’ aria contegnosa , che, sebbene altrui non nuoce , pure è molesta. Tale essendo il viver nostro in niun modo grave ad alcuno nelle domestiche brighe, non però , per quel rispettoso timore che tanto può su noi, contravvegnamo all’ ordin pubblico, ma a quei, che di mano in mano preseggono, obbediamo, come anche alle leggi ; specialmente a quelle che stanno a difesa degli oppressi, ed a quante altre , le quali sebbene non iscritte, pure arrecano, trasgredendole , per comun sentimento vergogna.
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« Abbiamo anche procacciato all7 animo nostro diversi sollievi alle fatiche , sia coli’ istituir giuochi e feste annuali, sia coll’ eleganza delle private suppellettili, di cui il quotidiano diletto bandisce spaurita la melanconia. Qua per l' ampiezza della città nostra vengouo le derrate della terra tutta , e ci avviene di godere delle cose die gli altri paesi producono , come se meno nostre non fossero di quelle che qui nascono.