Book 2
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« Nè per questi soli rispetti è degna di ammirazione la nostra Repubblica , ma per altri ancora. Conciossiachè usiamo eleganza ma con frugalità , sappiamo (ària da filosofi senza scemar la vigoria dell’ animo nostro ; ed all’ occasione ricorriamo al tesoro di nostra attività , non alla jattanza di vane parole : confessar la propria povertà non è vergogna ad alcuno, ma più lo è il non adoprarsi ad uscirne. Sanno in questa nostra Repubblica le medesime persone darsi cura delle domestiche e delle civili faccende : altre, quantunque intese al lavoro, non però men bene conoscono ciò che risguarda la cosa pubblica. Noi siamo i soli, appo i quali, chi tiensi fuori da queste cure politiche non uomo inoperoso, ma a nulla abile è dichiarato : ed un medesimo cittadino sa ben pensare degli affari , e drittamente giudicare di ciò che altri ne pensi ; perchè reputiamo non le deliberazioni pregiudichino ai fatti, ma sibbene la mancanza della debita deliberazione , prima di passare ai fatti. Or vanto tutto nostro si è di avere il più deciso coraggio nelle cose che intraprendiamo, e di ben calcolarle ; mentre negli altri l' ignoranza ingenera pazzo furore, e il calcolo timida irresoluzione. Laonde generosissimi a buon dritto hanno a reputarsi quelli , i quali tutto che consapevoli degli orrori della guerra e delle dolcezze della pace, non però fuggono dal rischio. Quanto poi alla cortesia , noi la sentiamo all’opposto degli altri ; mentre non i ricevuti benefizi ma i compartiti ci procacciano gli amici : ora , chi è il primo a beneficare altrui è amico più stabile portato a conservare nel beneficato quel favore di che per propria benevolenza si venne quasi a far debitore : ma chi è vero debitore di benefizio , è più ottuso nell9 amicizia , sapendo che ricambierà altrui di buona opera più presto per sdebitarsi che per corteseggiare. Ond' è clie noi soli gioviamo francamente a chicchessia, non più per calcolo d?interesse , che per quella fiducia che la nostra liberalità ci inspira.