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Ἱστορίαι

Ἱστορίαι Thucydides

Book 3

28 Quelli che erano al maneggio del governo vedendosi mal atti a contenerli, ed in pericolo se restassero esclusi dalla capitolazione, ristrettisi insieme, fanno accordo con Pachete e col suo esercito, a patto che gli Ateniesi potessero, come più loro piacesse, risolvere intorno ai Mitilenei : che questi gli ammetterebbero in città, e spedirebbero ad Atene ambasceria per trattar dei propri affari ; e che fino al ritorno dell’ambasceria Pachete non dovesse nè incarcerare, nè fare schiavo, nè uccidere veruno dei Mitilenei. Tale fu questa convenzione. Ma quei Mitilenei che più manifestamente si erano intromessi coi Lacedemoni, impauriti oltre misura, all’entrar dell’esercito non patirono di rimanersi ; anzi, nonostante la capitolazione , si assidono presso gli altari. Pachete però fatj tili alzare colla promessa di non far loro alcun male, li deposita in Tenedo fino alla risoluzione degli Ateniesi. Spedi delle triremi anche ad Antissa e se ne impadronì ; ed acconciò del rimanente l’esercito in quella guisa che gli sembrò più opportuna.
29 Ma i Peloponnesi colle quaranta navi, che dovevano arrivare prontamente , si intertennero volteggiando attorno al Peloponneso, e si condussero nel restante del corso con tanta lentezza che in Atene non se ne ebbe novella fino a tanto che non approdarono a Deio. Di là poi giunsero ad Icaro e a Micono, ove per la prima volta udirono della presa di Mitilene : e volendo chiarirsene, presero terra ad Embato dell’Eritrea. Erano intorno di sette giorni che Mitilene era stata presa, quando arrivarono ad Embato : laonde ragguagliati di ciò chiaramente deliberavano sul presente stato delle cose, e Teutiaplo di Elea parlò ad essi così :

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