Book 3
30
« O Alenda, e quanti de’Peloponnesi siete qui coa meco al comando dell’armata, mio parere si è di navigar subito sopra a Mitilene pria che nulla si sappia del come ci troviamo. Presa dagli Ateniesi non ha guari la terra , li troveremo, come pare , in gran trascuranza della difesa, e più che altro dalla parte del mare, donde essi non temono che possa sopravvenire alcun nemico, e dove consiste principalmente la nostra forza. Inoltre il loro esercito di terra vuoisi credere, perchè vincitore, sparso spensieratamente per le case. Se dunque di notte, e all5 improvviso daremo l’assalto, spero col favor di quei di dentro, se pur vi resta chi sia per noi, poterci venir fatto di insignorirci di tutto. Però non ita che il cuor non ci basti d’affrontare il pericolo, considerando non esservi in guerra , per procacciare straordinarie imprese , al tro caso che questo ; nel quale se un capitano guardi di non trovarsi; ed all’opposto, vedendovi il nemico, lo assalga, dovrà nella più parte delle azioni a lieto fíne riuscire ».
31
Con tutto che egli avesse sì caldamente parlato e’ non piegò Alcida : ed alcuni altri fuorusciti dell’ Ionia, e quei dei Lesbii che formavano parte della flotta, lo confortavano (dappoiché ei temeva dell’accennato pericolo) ad occupare o qualche città dell’Ionia , o Cuma dell’Eolide ; per avere una terra donde muoversi a ribellare l’Ionia agli Ateniesi. Affermavano ciò potersi sperare , perchè vi arriverebbero col gradimento di tutti : che se e’ privassero gli Ateniesi di questo ramo di entrata che era per loro il più grande, e se vi tenessero stabilmente guarnigione ad osservarli, ne ricaverebbero per sè le spese necessarie. Aggiugnevano poi che pensavano di potere indurre anche Pissutne ad unire con loro le sue armi. Ma Alcida non aderì pure a queste proposte : anzi non essendo stato a tempo a giungere a Mitilene, volgeva sopratlutto il pensiero a riprendere terra f al più presto possibile, nel Peloponneso.