Book 3
53
« Noi certamente , o Lacedemoni, facemmo la dedizione della città confidando di non dover sostenere cotal giudizio , ma uno più consono alle leggi , ed accettando di non esser sotto ad altri giudici che a voi (siccome lo siamo) , perchè ciò credevamo il modo più sicuro ad ottenere equità. Se non che temiamo non sia ora fallito questo nostro doppio intendimento ; perocché drittamente sospettiamo che si discuta per noi la causa dell’estremo supplizio, e che voi non siate per riuscire giudici imparziali. Ce ne dà argomento non solo il non ci esser proposta querela alla quale dobbiamo coatradire (mentre noi stessi abbiamo domandato la parola), ma ancora quella breve vostra interrogazione, alla quale risponder vero è nostro danno, risponder falso porta convincimento di menzogna. Laonde, ridotti in dubbiezza per ogni lato, siamo astretti, e ci par più sicuro, il non abbandonare al silenzio il nostro pericolo : avvegnaché , per chi è venuto a tale, una sola parola non detta potrebbe produrre il rammarico ; che se fosse stata detta , sarebbe stata di sua salvezza. Ma per noi v’ è anche di più la difficolti di procacciarsi credenza ; essendo che, se non ci conoscessimo scambievolmente , accumulando testimonianze di cui foste all’oscuro , potremmo cavarne vantaggio : ora però dobbiam parlare dinanzi a gente di tutto informata. Nè temiamo che voi mal prevenuti contro il nostro valore, perchè minore del vostro, ci imputiate ciò a delitto ; ma che f mentre volete gratificare ad altrui, noi ci imbarchiamo in una causa già decisa.