Book 3
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« Quanto poi a ciò che concerne l' ultima ingiuria che dite aver ricevuta ( d' esser noi cioè venuti fuori d' ogni legge contro la città vostra durante la tregua e nel di festivo del mese), noi facciamo stima di non aver pure in questo errato più di voi. Conciossiachè se venendo di propria volontà alla città vostra , avessimo combattuto e guastato da nemici il territorio , saremmo dalla parte del torto : ma se cittadini tra voi i più ragguardevoli per ricchezza e nascimento ci invitarono spontaneamente , intendendo di cessarvi da una straniera alleanza , e ridurvi agli statuti comuni di tutti i Beozi, in che peccammo noi ? Peccano in vero quei che conducono più presto che quei che li seguitano. Ma per nostro arbitrare nè dessi nè noi abbiam fallito : perciocché essendo cittadini come voi, e cimentando cose maggiori, d apersero le loro mura, e ci introdussero in città con animo amichevole non già nemico. \ ole vano che i più malvagi tra voi non diventassero anche peggiori ; che i migliori avessero quel che meritavano : e cosi facendosi moderatori dei vostri pensieri e salvatori de' vostri corpi, non straniare dalla città i cittadini, ridurla anzi come ad un sol parentaggio, non render veruno nemico a cliio chessia, e tutti comprendere nei patti.