Book 4
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Di tal tenore fu il discorso dei Lacedemoni, perchè credevano aver gli Ateniesi bramato per l' innanzi le tregue, ed esserne stati impediti dalla mala disposizione di Sparta : ora però offrendo pace speravano l’accetterebbero volentieri e renderebbero le genti dell’ isola. Ma gli Ateniesi col ritenere quelle genti stimavano avere in mano di che procacciarsi le tregue quando volessero , e più in alto intendevano. A ciò principalmente gli instigava Cleone figlio di Cleeneto , personaggio popolare in quel tempo ed alla plebe aggraditissimo. Egli fu che gl’indusse a rispondere « dover le genti dell’ isola render sè stesse e le armi, ed esser trasportate ad Atener giunte esse colà, i Lacedemoni restituissero Nisea y Pega, Trezene ed Acaia (terre non già conquistate, ma accordate loro nella prima convenzione dagli Ateniesi i quali allora per le proprie calamità abbisognavano assai di tregua); e cosi riavrebbero le loro genti e si farebbe tregua per quanto tempo piacesse ad ambe le parti ».
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Non vollero i legati contradir nulla a quella risposta, ma pregavano si deputassero loro alcuni assesson, i quali parlando ed ascoltando intorno a ciascun articolo, convenissero di queto in ciò di che scambievolmente si persuadessero. Ma anche qui Cleone instava caldamente dicendo saper lui già di prima che coloro nulla di ginsto avevano nell animo, e bene esserlo manifesto anche adesso , mentre niente voglion dirne al popolo, e solo venire a consesso con pochi : che se nulla di buouo seco ravvolgessero, ordinava parlassero a tutti. Laonde i Lacedemoni vedendo di non potere parlamentare al popolo, perchè se mai paresse loro bene (attesa la presente calamità) di accomodarsi con esso, temevano che parlando e non ottenendo l’intento sarebbero diffmati dagli alleati; e di più vedendo che non verrebbero eseguite le loro richieste a condizioni discrete , partirono da Atene senza effettuala cosa alcuna.