Book 4
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Gli Ateniesi poi sciolsero dall’ isole, e navigarono il giorno stesso a Crommione del territorio di Corinto , distante da questa città centoventi stadii. Ivi preso porto e dato il guasto alla campagna, si accamparono per passarvi la notte. Il giorno dipoi costeggiarono primieramente (ino all’ Epidauria : poi fattavi scala passarono a Metona fra Epidauro e Trezzene ; e tagliato fuori l’istmo della penisola nel quale risiede Metona, vi tirarono un muro, vi lasciarono guarnigione , ed in seguito guastarono la campagna di Trezzene, di Alia e di Epidauro. Ma finita che ebbero la fortificazione del posto, colle navi tornarono a casa.
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Al tempo stesso di questi fatti Eurimedonte e Sofocle partili colla flotta ateniese da Pilo per Sicilia, quando furono a Corfù si unirono con quelli di città, per andar contro quei Corfuotti che dopo la sedizione eran passati a fortificarsi sul monte Istone ; e che padroni della campagna vi facevano grandi guasti. Assalirono il forte, e lo espugnarono; le genti di esso scamparono sopra un altura, e capitolarono a patti di rendere gli ausiliari; e quanto a sè, consegnate le armi, si rimettevano all’ arbitno del popolo ateniese. I capitani li fecer passare con salvocondotto nell’ isola Ptichia, per tenerli sottoguardia finché non venissero spediti ad Atene ; colla condizione che se alcuno fosse colto fuggendo s’intendesse sciolta per tutti la convenzione. Ma i primari tra i popolani di Corfu sospettando che, quando coloro fossero arrivati ad Atene, forse gli Ateniesi non vorrebbero ucciderli, macchinano questo. Spediscono a Ptichia pochi loro aderenti, e li ammoniscono che fingendo benevoglienza dicessero a quelle genti « che per loro miglior cosa sarebbe il trafugarsi prontissimamente , e che essi appresterebbero loro una barca a tal uopo ; perchè i capitani ateniesi vorranno darli in balla della setta popolare di Corfu ».