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Ἱστορίαι

Ἱστορίαι Thucydides

Book 4

52 All'entrante estate subito il sole in parte ecclissò circa il novilunio , e fuvvi terremoto ai primi dello stesso mese. E i fuorusciti di Miti lene e del restante di Lesbo, la maggior parte dei quali venivano dalla terraferma dell’Asia, soldate delle genti ausiliarie del Peloponneso , oltre a quelle che avevano colà raccolte, espugnano Rezio, che poi restituirono intatto per la sommai di duernila stateri focaici : quindi marciano sopra Antandro, é Io prendono per via di tradimento. Era loro intenzione di mettere in libertà tutte le altre città nominate actee, o vogliam dire littorali ( possedute prima da’ Mitilenei ed allora in mano degli Ateniesi), ma principalmente Antandro. Discorrevano essi che , siccome quel luogo offre comodità di fabbricar navi stante il legname di cui abbonda , perchè il monte Ida gli sta a cavaliere, cosi quando avessero munito Antandro f partendo di li con l’apparecchio necessario y riuscirebbe facile infestar Lesbo vicina, e sottomettere le cittadelle eoliche di terraferma. Tal» erano le imprese alle quali volevano prepararsi.
53 Nella medesima estate gli Ateniesi condotti da Nicia di Nicerato, da Nicostrato diDiotrefe e da Autocle diTolmeo, tolte seco sessanta navi, due mila soldati gravi e pochi cavalli, e fra gli altri alleati i Milesii, andarono ad oste contro Citerà , la quale è un' isola poco di lungi dalla Laconia verso Malea, fronteggiata dai Lacedemoni , i quali ogni anno vi mandavano da Sparta un magistrato detto Citerodice , e di mano in mano un presidio di milizie gravi. Facevano i Lacedemoni molto conto di quell’ isola , avvegnaché ella presentasse un ricovero alle navi mercantili che venivano d' Egitto e di Libia , e rendesse insieme più difficile ai corsali l’offender la Laconia dalla parte di mare per dove solo poteva esser danneggiata; perché Citerà sporge tutta verso il mar siciliano e cretese.

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