Book 4
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« Ecco quanto bene rispetto agli Ateniesi ritroviamo saggiamente deliberando. Quanto poi alla pace, che a confessione di tutti è l’olUmo dei beni, come non deve farsi anche fra noi stessi ? Se uno si trovi in prosperità, un altro in avversità , non credete voi che la pace meglio che la guerra possa in quest’ultimo cessare, e nel primo conservare il suo stato ; e che ella offra onori e chiarezza permanente e tutto ciò che potrebbe dar materia a lunga orazione non meno che la guerra ? Lo che considerando dovete non spregiar mie parole, ina anzi per queste provveder ciascuno alla vostra salvezza. E se alcun tien per fermo di ben riuscire in qualche cosa o per il dritto o per la forza , badi che la sua speranza non vada fallita , ove egli sappia che dei molti i quali volevano perseguire colla vendetta gli ingiuriatori, e degli altri i quali speravano di vantaggiarsi per via della forza, quelli non che vendicarsi , non ne uscirono a bene ; a questi invece di acquistare, avvenne di perdere del proprio. Imperciocché la vendetta non riesce meritamente a buon fine perchè è provocata dall9 ingiuria, nè la fortezza è stabile perchè ha buone speranze; ma d’ordinario la vince l’incertezza del futuro, che sebben fallacissima pure si mostra anche utilissima, avvegnaché temendo del pari usiamo maggior previdenza nell’assalirci l'un l’altro.