Book 5
16
Ma poiché furono rotti gli Ateniesi ad Amfipoli, e morirono Gleone e Brasida che dalle due parti si opponevamo sommamente alla pace, questi perchè riconosceva dalla guerra la sua fortuna e gli onori, quegli perchè stimava che nella bonaccia sarebbero più palesi i suoi misfatti e men credute le sue invettive ; allora coloro che principalmente ambivano in amendue le Repubbliche il primato, cioè a Sparta Plistoanatte di Pausania re dei Lacedemoni , ad Atene Nicia di Nicerato generale allora di gran lnnga il più fortunato degli altri, si mostravano viepiù propensi alla pace. E ciò perché Nicia , mentre noii avea patito ancora verun disastro, voleva mantenere la sua prosperità, por fine di presente ai propri travagli e a quelli de’ cittadini, e all’ avvenire lasciar di sé nome di non aver mai messo a repentaglio la salute della Repubblica ; stimando questi beni essere la sequela di un tranquillo reggimento, e toccare a chi meno si dà in balìa della fortuna ; e l’allontanamento dai pericoli venire dalla pace. Plistoanatte poi, perchè a cagione del suo rimpatriamento gli avversari lo diflamavano, e d’ogni sinistro che avvenisse, faceano coscienza ai Lacedemoni, quasi che di ciò fosse causa l’illegittimo suo ritorno. Conciossiachè r incolpavano che d’accordo col fratello Aristocle avesse indotta la gran profetessa di Delfo a rispondere per un pezzo nella seguente maniera ai Lacedemoni spediti a consultarla. — Che dal paese straniero richiamassero appresso di sé la semenza del semideo figlio di Giove ; se no arerebbero con vomere d’argento —. L’ imputavano inoltreche poiché fu bandito dalla patria a cagione della ritirata dall’Attica creduta fatta per doni, egli per tema dei Lacedemoni rifugiatosi nel Liceo, ed abitando allora mezzo il fabbricato del tempio di Giove, avesse finalmente dopo diciannove amiti messo su essi Lacedemoni a ricondurlo in patria coi medesimi cori e sacrifizi, come quando da prima nella fondazione di Sparta vi stabilirono i regi.