Book 5
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Brasida poiché vide mossi gli Ateniesi, scende subito anch’egli da Cerdilio ed entra in Àmfipoli, donde non faceva sortite, né si presentava in ordinanza contro gli Ateniesi, come quegli che temeva delle proprie forze, le quali giudicava inferiori, non quanto al numero perchè i due eserciti erano presso a poco uguali, ma sì quanto al merito. Imperciocché nell’esercito nemico militava il fiore degli Ateniesi, e il nerbo dei Lesbii e degl’Imbrii : onde si preparava ad attaccarli con astuzia. Discorreva egli che celandosi ai nemici prima della battaglia e così fuggendo il disprezzo che veramente meritava la sua situazione, più facilmente li vincerebbe che col mostrar loro il minor numero di sue genti e Tannatura di che per necessità usavano. Il perchè affidati gli altri a Clearida, egli scelse centocinquanta di grave armatura, e voleva assalire improvvisamente gli Ateniesi, prima che si ritirassero ; considerando che non potrebbe un’altra volta coglierli soli, se per avventura venisse loro il rinforzo. E convocati tutti i soldati, e volendo rincorarli ed aprir loro il suo animo , parlò così:
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« Prodi Peloponnesi : che noi venghiamo da nn paese mai sempre libero mercè la vostra valenzìa , e die voi Dorii andate a combattere con gli Ionii cui avete in usanza di vincere, basti averlo così brevemente accennato. Ora voglio mostrarvi in che modo io pensi di affrontare il nemico, affinchè il cimentarsi pochi, e non tutti, parendovi cosa insufficiente, non vi metta scoraggiamento.