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Ἱστορίαι Thucydides

Book 6

10 et Dico adunque che navigando in Sicilia , voi, lasciati qua molti nemici, volete attirarne degli altri. E credete voi forse che la tregua successa abbia qualche fermezza ? Ma sappiate che ella manterrà questo nome fino a che voi state quieti (che tale l’hanno resa alcuni dei nostri e degli avversari ), e che a una sconfitta di qualche parte considerevole del nostro esercito, i nemici ci saranno subito addosso ; primo perchè (attese le loro calamità) quella convenzione fu per essi forzata, e più disonorevole che per noi ; dipoi perchè in essa abbiamo molti articoli in controversia. Anzi vi sono di quelli (nè già de’più deboli ) che quest’accordo non approvarono, e che apertamente ci guerreggiano ; altri, siccome i Lacedemoni non si muovono, così anchressi sono ritenuti dalla tregua dei dieci giorni. Ma forse, e senza forse, se troveranno divise le forze nostre ( lo che noi affrettiamo ) , ci assalteranno animosamente insieme coi Siciliani, l’alleanza de9 quali avrebbero per l’innanzi avuta cara sopra molte cose. Laonde questo è ciò che dobbiamo osservare, invece di volere arrischiarci mentre la Repubblica tentenna, ed ambire nuovo impero prima d’aver fermato quello che abbiamo. I Calcidesi di Tracia , ribelli nostri da tant’anni, non sono ancora soggiogati ; alcuni altri di terraferma sono instabili nell’obbedienza : e noi ci affrettiamo a soccorrere gli Egestei come oppressi, che al più ci sono alleati , e tranquilliamo ancora a vendicarci delle ingiurie di coloro che da gran tempo ci souo ribelli ?

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