Book 6
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Così parlò Nicia, e la maggior parte degli Ateniesi che dopo lui si presentarono a parlare consigliavano si facesse la spedizione e non si cassasse il decreto ; alcuni poi dicevano il contrario. Tra quelli che più caldamente insistevano per la spedizione, era Alcibiade di Clinia bramoso di opporsi a Nicia , dal quale d'altronde discordava in materia di politica, e dal quale era stato punto con parole, e desideroso principalmente di condurre quell'impresa, come quegli che sperava che gli Ateniesi terrebbero da lui il conquisto di Sicilia e di Cartagine ; le quali cose riuscendo prosperamente, anch’egli in privato avanzerebbe in ricchezze e in gloria. Ed invero essendo tenuto in gran conto dai coucittadini avea voglie troppo maggiori de’suoi averi sì rispetto alla cavallerizza che all’altre spese, lo che poi tornò in grandissimo abbassamento della Repubblica d’Atene. Conciossiachè la maggior parte impauriti per la smodata lautezza di sua persona, e per la vastità de’disegni in ogni cosa che intraprendeva , gli divennero nemici come affettasse tirannia. Onde sebbene quanto al pubblico avesse vigorosamente disposte le cose di guèrra, nondimeno m particolare pesando a ciascuno le sue maniere, ne commisero il carico ad altri, e cosi in poco tempo rovinarono la Repubblica. Egli adunque allora fattosi innanzi disse agli Ateniesi queste parole: