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Ἱστορίαι Thucydides

Book 6

46 Ma le tre navi spedite anticipatamente, tornano da Egesta a Reggio e riferiscono agli Ateniesi non esistere il denaro promesso, e solo vedervisi trenta talenti. I generali si persero subito d’animo, si perchè avean trovato quel primo incaglio , sì ancora perchè i Regini , dai quali aveano cominciato il primo invito , non avean voluto unirsi eoa loro, quantunque ciò dovea grandemente sperarsi per esser consanguinei co’L^eontini, e con essi in amicizia. Tali nuove degli Egestei furono per Nicia quali se le aspettava, ma per gli altri due generali furono fuor dell’opinione. Imperciocché gli Egestei, quando andarono ad essi i primi ambasciatori ateniesi per osservarne le ricchezze, usarono quest’ inganno. Li condussero ad Enee nel tempio di Venere, e mostrarono loro i voti, le tazze , i vasi, gl’ incensieri e gli altri molti arredi, che essendo d’argento facevano di sé troppo gran mostra di ricchezza, rispetto al poco valore di essi, E negli inviti ospitali che facevano i particolari a quei delle triremi, riunivano tutti i vasi d’oro e d’argento che erano in Egesta, ed eziandio quelli chiesti alle città vicine fenicie e greche, e li producevano nei conviti, come se appartenessero a ciascuno in privato. Cosicché usando tutti ordinariamente dei medesimi, e però vedendosene molti da per tutto, indussero grande stupore negli Ateniesi andativi sulle triremi, i quali giunti ad Atene divulgarono aver viste ricchezze inestimabili, lu questo modo ingannati costoro, e persuasi gli altri del medesimo inganno, allorché andò ]a voce non esservi denari in Egesta, erano vituperati grandemente dai soldati. Ma i generali andavano deliberando del presente stato di cose.

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