Book 6
69
Fatta questa esortazione Nicia fece avanzar subito il campo. I Siracusani non si aspettavano allora di dover tosto combattere, onde alcuni di loro erano rientrati nella vicina città, altri sebbene si affrettassero correndo di rinforzare i suoi, arrivarono tardi ; e ciascuno ponevasi dove incontrava un corpo più numeroso. E certamente nè in questa nè nelle altre battaglie mancavano di prontezza e di ardire ; che anzi in coraggio ci erano eguali fin dove giungeva la loro perìzia, ma a lor dispetto la volontà era tradita dalla mancanza di quella. Ciò non pertanto benché non si aspettassero che gli Ateniesi volessero essere i primi ad assalirli , e benché si trovassero a un tratto nella necessità di resistere, pigliavano le armi e prestamente venivano contro al nemico. Primi ad assaggiar la battaglia furono da ambe le parti i gittatori di pietre e i funditori e gli arcieri , e al solito delle truppe leggere fugavansi scambievolmente. Dipoi gli aruspici offrivano le vittime cerimoniali, e i trombettieri invitavano i soldati gravi al conflitto. Muovevano gli eserciti : da una parte i Siracusani per combattere per la patria, e ciascuno per la propria salvezza di presente , e per la libertà in avvenire: dall’altra , gli Ateniesi per far sua una terra straniera e per non nuocere , perdendo , alla patria ; e gli Argivi e i confederati indipendenti per aver parte con essi alle conquiste per cui erano là venuti, e per riveder vittoriosi la patria loro. Gli alleati poi che erano sudditi usavano di tutta la sollecitudine, sì perchè senza la vittoria vedevano disperata la presente loro salvezza, sì eziandio perchè cooperando con gli Ateniesi a nuove conquiste speravano per soprappiù da essi più discreto governo.