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Ἱστορίαι

Ἱστορίαι Thucydides

Book 7

69 I generali siracusaui e Gilippo avendo anch’essi con tali parole confortato le sue genti, ordinarono dal canto loro che si armassero le navi; da che vedevano gli Ateniesi fare altrettanto. E iSicia costernato per le presenti cose , e vedendo quanto grande e quanto vicino ornai fosse il perìcolo, giacché i nemici erano in sul momento di avanzarsi incontro, temeva, come avviene nei grandi cimenti , quanto al fatto i propri apparecchi essere ancora manchevoli, e quanto alle parole non aver per anche detto abbastanza. Però richiamava ad uno ad uno i trierarchi, appellandoli col nome del padre, e col loro proprio e con quello della tribù, e scongiurava ciascuno a non tradir la chiarezza alla quale era da per sé pervenuto ; e quelli i cui maggiori erano illustri, a non offuscare le virtù degli avi. Rammentava una patria liberissima, e il liberissimo vivere che in quella a tutti era concesso, nè ometteva veruna delle altre cose che dagli uomini si sogliono dire in simili frangenti, non già quelle che a tal uopo si serbano per comparire in faccia a chicchessia narratori di memorie antiche, o quelle che in tutte le occasioni son quasi le stesse, rammemorando le mogli, i figlioli ed i patrii numi ; ma quelle che in siffatto sbigottimento si reputano utili, e ad alta voce s’inculcano. Dopo questa esortazione , che pure ei stimava non bastevole ma quale permetteva quell’urgenza, si ritirò ; e condotto l’esercito di terra sulla costa del mare, lo schierò nella maggior lunghezza possibile , acciò servisse di grandissimo incoraggiamento a quei della flotta. E Demostene, Menandro ed Eutidemo saliti sulle navi ateniesi, delle quali avevano il comando , partirono dal loro accampamento , e vogarono subito alla bocca del porto, dove i nemici avevan formato una serra colle navi e dove restava ancora un passaggio , per vedere di uscirne fuori a viva forza.

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