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Ἱστορίαι

Ἱστορίαι Thucydides

Book 8

50 Conoscendo Frinico che ad Atene si terrebbe parola della tornata d’Alcibiade, e che i cittadini l’approcrebbero, e temendo per le cose dette in contrario che ritornandovi non nuocesse a lui come ad oppositore, si volge a questo compenso. Manda segretamente una lettera ad Àstioco ammiraglio de" Lacedemoni che tuttora era intorno a Mileto, significandogli come Alcibiade col render Tissaferne amico agli Ateniesi guastava le cose de’ Peloponnesi : e mettendolo al chiaro del resto degli affari lo pregava a compatirlo se si studiava di far del male ad uu nemico anche con pregiudizio della sua Repubblica. Astioco non pensò neppure a punire Alcibiade, tanto più che non avea più che far nulla con lui, siccome prima. Ma andato in Magnesia a trovar lui e Tissaferne, narra e mostra ad entrambi la lettera scrittagli da Samo ; e , come correva voce, cercò di attaccarsi a Tissaferne per privati interessi non in questa cosa sola ma in altre ancora : e però si dava poca cura degli stipendii non pagati interamenle. Ed avendo Alcibiade spedito subito una lettera ai magistrali di Samo colla quale li ragguagliava delle operazioni del loro generale, e chiedeva che fosse condannato a morte ; tro-\ossi Frinico sconcertato da quella denunzia ed in perìcolo veramente grande. Nondimeno riscrisse ad Astioco dolendosi che non avea per lo passato tenuto il segreto come doveva ; ed aggiugnerido che ora era disposto a dar nelle mani de’Peloponnesi tutto l'esercito ateniese di Samo perchè lo trucidassero. Gli esponeva poi minutamente il modo di metter ciò ad effetto, essendo Samo senza mura ; e diceva non dover essergli ascritto a delitto se dopo aver arrischiato la propria vita per colpa de’suoi, s’induceva a far questa e qualunque altra cosa, innanzi che lasciarsi manomettere dai più fieri nemici. Anche questa lettera fu da Astioco mostrata ad Alcibiade.

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