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Ἱστορίαι

Ἱστορίαι Thucydides

Book 8

53 Intanto gli ambasciatori degli Ateniesi spediti da Samo insieme con Pisandro erano arrivati ad Atene e tenevan discorso al popolo di molte cose in succinto, di cui la principale fu che stava in facoltà loro Pavere alleato il re e vincere i Peloponnesi, purché rimettessero in patria Alcibiade e cessassero dal governo popolare. Molti furono i contradittori intorno al cangiamento del governo, ai quali si aggiunsero i nemici di Alcibiade gridando , che indegna cosa sarebbe il rimettere in patria un violatore delle leggi ; e con essi gli Eumolpidi ed i Cerici, testimoniando dei profanati misteri, cagione del suo bando, e scongiurando per gli Dei perchè non fosse riammesso. Per 10 che Pisandro, nonostante le molte contradizioni e querimonie, fattosi avanti e pigliando ad uno ad uno i contradittori domandava loro: qual mai speranza di salvezza restasse alla Repubblica , se non fosse quella di trarre alla sua parte il re, ora che i Peloponnesi avevano in mare una flotta non punto minore di fronte a loro, e maggior numero di città confederate e denari dal re stesso e da Tissaferne, mentre essi Ateniesi più non ne avevano ? E poiché a tale dimanda rispondevano di non aver speranza veruna; allora Pisandro apertamente soggiugneva: « Questa salvezza adunque non può otteuersi ove non mettiamo maggio. moderazione nel reggimento politico, e menomiamo il numero de'magistrati, acciocché il re si fidi di noi ; ove al presente non vogliamo darci pensiero piuttosto della salute nostra che non della forma del governo , poiché in seguito starà in nostro arbitrio cambiar quello che non ci piaccia ; ed ove non rimettiamo in patria Alcibiade , il solo tra’ viventi sufficiente a render l’opera compiuta ».

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