Book 8
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« L’anno tredicesimo del regno di Dario, essendo eforo in Sparta Alessippide fu fatto concordato nella pianura del Meandro , tra i Lacedemoni ed alleati per una parte , e Tissaferne, Ieramene ed i figlioli di Farnace per l'altra , intorno agli affari del re e a quelli de' Lacedemoni e degli alleati, in questo tenore. Primo, che tutto il territorio del re che è nell’Asia appartenga al re, e del territorio suo proprio il re disponga a suo talento. Secondo, che i Lacedemoni e gli alleati non entrino nel territorio del re a farvi danno veruno, nè il re in quello de' Lacedemoni e degli alleati a farvi alcun male. Terzo, se alcuno de’ Lacedemoni o degli alleati entrerà nel territorio del re per nuocervi, i Lacedemoni e gli alleati debbano impedirlo ; e se alcuno degli stati del re vada per nuocere ai Lacedemoni od agli alleati, il re debba impedirlo. Quarto, che Tissaferne, secondo U convenuto , dia le paghe alle navi ora presenti, sino all’arrivo della flotta del re. Quinto , che dopo arrivata la flotta del re stia in facoltà dei Lacedemoni e degli alleati di dare, se vogliano, le paghe alle navi ; ma se piacerà loro pigliarle da Tissaferne, Tissaferne le sborsi, con questo però che a guerra finita egli debba essere rimborsato dai Lacedemoni e dagli alleati del denaro che avranno preso» Sesto, che arrivata la flotta del re, le navi de’ Lacedemoni, degli alleati e del re facciano in comune la guerra, secondochè piacerà a Tissaferne, ai Lacedemoni ed agli alleati; e se vorranno scioglier la guerra cogli Ateniesi, si debba sciogliere di comune consentimento ».
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Tale fu questo concordato, dopo il quale Tissafeme si accingeva a far venire le navi fenicie siccome erasi stabilito, e ad eseguire tutte le altre cose promesse, volendo almeno far veder chiaro che di ciò si occupava.