Book 8
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Pervenuta agli Ateniesi la nuova dei fatti dell’Eubea vi sorse sbigottimento grandissimo oltre ogni altro di prima ; nè la disfatta di Sicilia, tuttoché allora paruta grande, nè verun altro caso finora gli atterrì mai cotanto. Imperciocché essendo accaduta sì grave sciagura nella quale avean perduto le navi, e (che grandissima cosa era) l’Eubea, da cui traevano vantaggi maggiori che dall9Attica, mentre era già ribellato l’esercitò di Samo, e non avean più navi nè genti da empirle , e mentre bollivano le fazioni nè vedevasi quando si sarebber potute mai riconciliare; come non era ragionevole il loro scoraggiamento? Sopra tutto poi li turbava l’imminentissimo pericolo che i nemici usando della vittoria osassero spinger subito la flotta contro il Pireo sguarnito di navi, e già li credean poco meno che presenti. Lo che sarebbe loro agevolmente riuscito se fossero stati più ardimentosi, ed assediando Atene l’avrebber divisa maggiormente, ed astrette le navi della Ionia, sebbene nemiche del governo de’pochi, a correre in soccorso de’ propri parenti e di tutta quanta la città ; ed in questo l' Ellesponto, la Ionia, le isole e quanto v’è di spazio fino all’Eubea, insomma tutto l’imperio ateniese sarebbe venuto nelle loro mani. Nè già in questa sola occasione, ma in altre molte ancora, i Lacedemoni f uron per gli Ateniesi quelli, contro a’quali guerreggiarono più comodamente. Imperciocché essendo diversissimi d’indole , gli uni pronti, gli altri tardi, questi intraprendi tori quelli dubitosi, specialmente nel governo delle flotte, procuravano agli Ateniesi vantaggi grandissimi. E la cosa è stata comprovata dai Siracusani, che essendo di maniere consimili agli Ateniesi li combatterono bravissimamente.