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Ἱστορίαι Thucydides

Kitap 1

144 c« Molte altre cose avrei a dirvi le quali ci affidano della vittoria, purché non cerchiate di aumentar P impero durante la guerra , nè vogliate sopraccaricarvi di volontari pericoli, giacché più degli stratagemmi del nemico io temo dei nostri sbagìi. Ma tali cose vi saranno da me dichiarate altra fiata , quando elle saranno appoggiate ai fatti. Per ora congediamo questi ambasciatori rispondendo — permetteremo ai Megaresi di frequentare il mercato e i porti nostri, solo che anche i Lacedemoni nel bando dei forestieri non comprendano né noi nè i nostri alleati, due punti che non hanno divieto nei capitoli. Lasceremo libere le città se libere le ritenevamo al tempo degli accordi, e purché anche i Lacedemoni concedano ad esse di governarsi conforme alle proprie leggi e secondo il piacimento di ciascuna, e non conforme al vantaggio di Sparta. Noi siamo pronti a render ragione per via giuridica secondo che è detto negli accordi : non saremo i primi a muovere la guerra, ma sapremo rispingere chi la incominci —. Tale è la risposta che richiede la giustizia ed il decoro della nostra Repubblica ; ma siate convinti che la guerra è inevitabile: che se la imprenderemo di buona voglia, troveremo i nemici meno ostinati : e che dai più grandi pericoli risultano alle città ed ai privati i più splendidi onori. E se i padri nostri, i quali resisterono al Medo mossisi con forze non cosi grandi, e dopo aver abbandonato ciò che avevano, per consiglio più che per fortuna, e per ardimento superiore alle loro forze, non solo ri spinsero il barbaro, ma ancora avanzarono lo stato a tanto alto segno ; noi non dobbiamo mostrarci da meno di loro, ma a qualunque patto resistere al nemico , ed adoprarci al possibile per non trasmettere ai posteri lo stato diminuito in nulla della sua grandezza ».

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