Kitap 2
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« Dagli avi adunque mi rifarò : giusto infatti e decoroso egli è, eh’ ei s’abbiano in questo elogio l’onore di grata ricordanza, ei che continuamente questa regione abitando, l' hanno col proprio valore libera consegnata alla successione dei posteri. Che se degni sono essi di lode , non men lo sono i padri nostri, i quali, oltre all’avuto retaggio , si acquistarono l’impero presente, e non senza fatiche a noi che qui siamo lo lasciarono. Ma l’incremento più grande di esso a noi è dovuto, sì a noi soprattutto (quanti siamo nell’ età più ferma) che questa Repubblica abbiam reso nelle bisogne , sì della guerra che della pace, fiorentissima. Delle guerresche azioni degli avi, per cui ciascuna cosa acquistammo , o se nulla abbiam noi fatto o i padri nostri , respignendo vigorosamente le greche guerre e le barbare che ci piombavano addosso , non farò menzione , per non esser prolisso dinauzi a voi che tutto ciò non ignorate : bensì dopo avervi prima dimostrato , in forza di quali insti luti , di qual civile e moral governamento siam giuuti al prosperevole presente stato di cose, passerò ad encomiare i morti ; sì perchè ciò, a mio avviso , disconvenevole non sia a rammentare, sì perchè non poco importi l' udirlo a tutta la moltitudine dei cittadini e degli stranieri.