Kitap 2
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« E, per recare in una le molte parole, dicola nostra Repubblica essere la norma di Grecia tutta, e potere ciascun cittadino, stante quella disciplina che vige tra noi, idoneo prestarsi ad ogni sorta di opere con buon garbo e destrezza maravigliosa. Che queste cose poi non sieno, nella presente occasione, una millanteria invece che verità di fatto , lo palesa la potenza della città nostra , che con siffatte costumanze procurata ci siamo. Perciocché sola, fra quante or sono , a qualsivoglia prova ella venga, supera la fama che di lei risuona ; sola non dà al nemico che P assalga materia di sdegno, al pensare da chi venga superato , nè di rammarico ai sudditi, quasi che dominati da gente indegna dell’ impero : anzi, mettendo in vista la nostra potenza avvalorata da segnalati monumenti, e da indubitate testimonianze, formiamo la meraviglia della presente generazione e quella formeremo delle future. Nè a noi fa di mestieri di un Omero che si aggiunga a lodarci, nè di altri che co’ suoi versi presentemente diletti, e che poi la verità dei fatti non corrisponda alla grandiosità del supposto ; noi che col nostro ardire tutto il mare e la terra ci siam resi accessibili, ed abbiamo ovunque stabilito, quasi coabitatori sempiterni, i monumenti del nostro valore e dei disastri dei nemici. Or siccome costoro per una Repubblica si potente, gelosi del dritto di non perderla , hanno incontrato generosamente la morte tra le armi ; cosi vuoisi da quei che restano qualunque travaglio a pro di lei tollerare.