Kitap 2
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Venuta l’estate i Peloponnesi con gli alleati, piuttostochè assaltar l’Attica , m arciarono contro Potidea, guidati da Archidamo figliolo di Zeusidamo, re dei Lacedemoni , il quale , fermatovi il campo, si disponeva a dare il guasto alla campagna. Ma i Plateesi mandarongli tostamente ambasciatori che parlarono cosi : « Voi, Archidamo e Lacedemoni, portando le armi sul territorio dei Plateesi non operate giustamente, nè come richiede il decoro vostro e quello dei padri dai quali discendete. Imperocché Pausania lacedemone figlio di Cleombroto , liberata la Grecia dal giogo dei Medi insieme con quei Greci che vollero con esso lui affrontare il pencolo della battaglia accaduta qui tra noi, dopo aver sacrificato nel foro di Platea vittime a Giove vindice della libertà , convocati tutti gli alleati , ritornò i Plateesi al possedimento della propria campagna e città per governarsi colle loro leggi ; assicurandoli che nessuno mai senza giusta cagione porterebbe loro la guerra, nè gli ridurrebbe in servitù : altrimenti gli allieti presenti starebbero, quanto potessero , a loro difesa. Tal ricompensa ottenemmo dai padri vostri pel valore e per l’intrepidezza da noi mostrata in quei pericoli. Ma voi adoprate tutto l’opposto ; perocché d’accordo coi Tebani nostri capitali nemici venite per metterci in servitù. Or bene, a nome dei vostri patrii Dei, e di quelli del nostro suolo, testimoni allora dei giuramenti, vi intimiamo di non danneggiare le terre dei Plateesi e non violare la fede : ma anzi permetter loro di vivere nella propria independenza come a buon dritto concesse ad essi Pausania ».