Kitap 2
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Fatte queste preghiere agl’ iddìi disponeva l’esercito in istato di guerra : e primieramente con gli alberi che fece tagliare cinse di palizzata la città , perchè nissuno uscisse : quindi sotto le mura della medesima alzavano un bastione, confidando di averla presto a prendere, per esser tanta gente impiegata in quel lavoro. E per ogni buon riguardo, affinchè la terra del bastione ammottando non si slargasse di troppo, col legname tagliato dal Citerone alzavano su’ due fianchi palancati in cambio di muraglie, tessuti a guisa di graticcio, portandovi legname , sassi, terra e tutto ciò che gettato dentro potesse render compiuta l’opera. Travagliavano al bastione incessantemente settanta giorni ed altrettante notti, spartendosi il lavoro a riprese , talché mentre gli uni portavano i materiali, gli altri prendessero sonno e cibo. Quei Lacedemoni che avevano il comando della gente forestiera di ciascuna città presedevano tutti insieme al lavoro, e ne sollecitavano acremente l’esecuzione. Di che i Plateesi, vedendo crescere il bastione , congegnarono del legname a guisa di muraglia, e lo posero sovra le loro mura a rìmpetto del bastioue che si costruiva, e nello spazio tra legno e legno muravano dei mattoni tratti dalle vicine case che demolivano. Erano i legnami concatenati coi mattoni, perchè non rimanesse debole il crescente edilìzio, che era coperto da cuoia e da pelli, a fine che i lavoranti ed i legni non fossero offesi dagli strali infuocati, ma anzi rimanessero al sicuro. L’altezza del muro aumentava grandemente , ed il bastioue che sorgeva a rincontro non cresceva più lento : il perchè i Plateesi trovarono l’astuzia di traforare le mura nei siti ove il bastione era a contatto per trasportarne la terra dentro la città.