Kitap 2
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Cnemo poi, Brasida e gli altri capitani dei PeIoponnesi, prima di licenziar la flotta che si era ritirala a Corinto e nel seno di Crisa, cominciando l' inverno , vollero , secondo che erano stati istruiti dai Megaresi, fare un tentativo contro il Pireo porto degli Ateniesi che era senza presidio e senza sbarre ; nè ciò rechi meraviglia , atteso la gran superiorità degli Ateniesi nella marina. Risolvettero adunque prendendo ciascuno un remo col suo scanno e più-macciolo, drandare per la via di terra da Corinto al mare che guarda Atene ; ed arrivati prestamente a Megara varare da Nisea loro arsenale le quaranta navi che vi erano, e navigare direttamente contro il Pireo, non vi essendo navi a guardarlo. Gli Ateniesi non si aspettavano punto di esser cosi all’improvviso assaliti dalla flotta dei nemici, poiché stimavano eh’ e’ non avrebbero osato di farlo neanche scopertamente e con tutto l’agio, e che, se mai ciò corresse loro nettammo, non sarebbe senza che lo presentissero. Appena risoluto ciò si misero in cammino. Arrivarono di notte a Megara, e varate in mare da Nisea le navi, non andarono più, come avevano disposto, contro al Pireo, impauriti dal pericolo, ed impediti anche, come si racconta , da non so qual vento ; ma bensì contro al promontorio di Salamina che guarda Megara , ove era una fortezza e tre navi di guarnigione, per impedire che nulla entrasse in Megara od uscisse. Diedero l’assalto alla fortezza, e menaron via le tre navi abbandonate dalla ciurma, ed assaltando inaspettatamente il resto di Salamina, presero a saccheggiarla.