Kitap 3
1
L'estate seguente, sul maturar del grano, i PeJoponnesi co’loro alleati sotto il comando di Àrchidamo figliolo di Zeusidamo, re dei Lacedemoni, assaltarono l’Attica, e fermatovi il campo devastavano il terreno. Ma la cavalleria ateniese, siccome era solita ove ne avesse il destro, si avventava sovr’essi contenendo la moltitudine delle genti leggere, perchè spiccandosi dal campo non precorressero a danneggiare i luoghi vicini ad Atene. Cosi trattenutisi finché ebbero vettovaglia, si ritirarono e si divisero per tornare alle loro città.
2
Dopo l’invasione de9 Peloponnesi Lesbo, eccettuata Metimna, subito si ribellò dagli Ateniesi. Ciò aveano i Lesbiani disegnato di fare anche prima di questa guerra, ma i Lacedemoni non vollero acconsentirvi : ora poi si trovarono costretti a ribellare più presto di quel che avevano in mente ; perchè aspettavano che fosse finito di bastionare i porti, di fabbricare le mura e le navi, e che dal Ponto fosse arrivato il bisognevole, arcieri, grano e quant’altro avevano mandato a prendere. Ma quei di Tenedo loro nemici, i Metimnei, ed alcuni degli stessi Mitilenei, che per ispirito di parte erano privatamente in dilazione di ospitalità con gli Ateniesi, dichiarano a questi che tutta Lesbo era forzatamente riunita in Mitilene, i cui cittadini d’accordo con gli Spartani e co’Beozi d’ un medesimo sangue sollecitavano ogni maniera di apparecchio per la ribellione; ed essere ornai la cosa a tale che senza prevenirli avrebbero perduta Lesbo.