Kitap 3
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« Osservate inoltre che dinanzi al maggior numero dei Greci siete reputati l' esemplare della probità. Cìie se ingiustamente giudicherete di noi (nè questo giudizio rimarrà ignoto , perchè voi che avete nomea dovrete sentenziar noi che non siamo vituperevoli) badate non disapprovino che intorno a gente dabbene, voi (sebbene anche migliori) abbiate deliberato qualche cosa che denigri la fama vostra, e che ai pubblici templi si veggano appese le spoglie tolte a noi che meritammo di Grecia. Farà raccapriccio che i Lacedemoni abbiano devastato Platea, e che, laddove i padri vostri pel valore di lei ne scolpirono il nome sul tripode di Delfo, voi, per compiacere ai Tebani , l’abbiate con tutti i suoi cittadini cassata dal corpo intero dei Greci. A tanto di sciagura , per» dio ! siam venuti, che allora, vincendo i Medi, saremmo periti ; ed ora dinanzi a voi un di nostri amicissimi, siamo messi al di sotto dei Tebani : cosicché due grandissimi cimenti abbiam sostenuto , uno dianzi di morir di fame se non avessimo reso la citta , l’altro ora d' esser processati di morte. E noi Plateesi, solleciti sopra le forze nostre per il vantaggio dei Greci, siamo turpemente da tutti ribattati deserti e tapini : nissuno ci soccorre degli alleati dallora ; anzi di voi stessi, o Lacedemoni, unica nostra speranza , temiamo che non stiate saldi per noi.