Kitap 3
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L’inverno seguente gli Ateniesi che erano in Sicilia, co' Greci loro alleati, e con quei Siciliesi che oppressati da duro imperio s’ erano staccati dalla lega dei Siracusani e gli aiutavano in questa guerra, andarono a dar l'assalto a Nessa , castello della Sicilia, la cui rocca tenevasi pei Siracusani : nou vennero a capo di prenderla e partirono. Ma i Siracusani del forte, mentre l’esercito si ritirava, assalgono gli alleati degli Ateniesi che erano alla coda; ed azzuffatisi, mettono in fuga buona parte dell’esercito stesso con grande strage. Dopo questa rotta Lachete con gli Ateniesi fecero parecchie volte scala dalle navi lungo il fiume Caicino nella Locride , e vinsero in un conflitto circa trecento Locri che con Prosseno figlio di Capatone vollero opporsi loro ; gli disarmarono, e quindi continuarono la loro gita.
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Nel medesimo inverno gli Ateniesi purgarono Deio per iscrupolo di un certo oracolo. L’avea purgata di prima anche Pisistrato il tiranno , non però tutta interamente , ma quanta se ne scorgeva dal tempio. Ora però ella fu purgata tutta con queste cerimonie. Tolsero via quante arche di morti erano in Deio ; e bandirono che per l' avvenire nessuno fosse lasciato morire nell’ isola, e le donne non vi dovessero partorire; ma i moribondi e le partorienti si trasportassero in Renea , la quale è distante da Deio si poco che Policrate tiranno di Samo, stato per qualche tempo potente in flotta e padrone di altre isole, quando ebbe conquistato Renea la consacrò ad Apollo De l»o, legandola con una catena a Deio. Allora per la prima volta dopo la purgazione celebrarono gli Ateniesi le feste