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Ἱστορίαι Thucydides

Kitap 3

115 Nel medesimo inverno quegli Ateniesi che erano in Sicilia fecero uno sbarco nelle spiagge di Imerea, insieme co’ Siciliani che dalla parte di terra avevano assallato l' estremità d' Imerea stessa : quindi navigarono alle isole Eolie. Di là tornati a Reggio incontrano Pitodoro figliolo d’ Isoloco generale degli Ateniesi, che era succeduto a Lachete nel comando della flotta ; imperocché gli alleati di Sicilia andati ad Atene avevano indotto questa Repubblica a soccorrerli con maggior numero di navi: allegando che i Siracusani erano padroni del territorio loro , e che con poche navi impedivano loro il mare. Però si apparecchiavano e riunivano insieme le loro forze marittime, risoluti di non soffrir quella ingiuria. Gli Ateniesi adunque armarono quaranta navi per ispedirvele , sì perchè credevano che così la guerra di là verrebbe più presto a finire , sì perchè volevano tenersi esercitati sulla marina. Mandarono da primo Pitodoro uno dei capitani con poche navi ; ma erano presso a spedirvi Sofocle di Sostratide, ed Eurimedonte di Teocle con una fiotta maggiore. Pitodoro intanto che aveva già il comando delle navi di Lachete, sul finire dell’ inverno veleggiò alla volta di un castello de' Locresi, di cui s’era prima impadronito Lachete : ma vinto da essi in battaglia tornò indietro.
116 In questa stessa primavera traboccò dall’Etna una corrente di fuoco , come era altre volte accaduto, e disertò alcune terre de’ Catanesi che abitano sotto l’Etna, monte il più grande della Sicilia. Si dice che questa eruzione avvenne cinquant’ anni dopo la prima ; ed è fama che sia insomma accaduta tre volte da che la Sicilia è abitata da’ Greci. Tali sono i fatti occorsi in questo inverno : e finiva l’anno sesto di questa guerra di cui Tucidide ha compilata l’istoria.
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