Kitap 4
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Uditosi in Sparta l’accaduto a Pilo, fu risoluto che, come per grande sciagura, i magistrati si recassero all’ oste , perchè vista la bisogna prendessero quel partito che più volessero. Ma poiché videro essere impossibile soccorrer le loro genti, e non volevano risicare che elle dovessero esser afflitte dalla fame od oppressate e vinte da un numeroso nemico, stabilirono di far tregua co’generali ateniesi (se loro piacesse) quanto agli affari di Pilo, spedir legati ad Atene circa la convenzione, e tentare di riaverle il più prestamente possibile.
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Accettato il partito dai generali fuvvi tregua in questo tenore : che i Lacedemoni condurrebbero a Pilo, e consegnerebbero agli Ateniesi le navi sulle quali avevano combattuto, e tutte quelle lunghe che avevano nella Laconia: non porterebbero nè di terra nè di mare le armi contro quel forte. Gli Ateniesi poi permetterebbero ai Lacedemoni di terraferma di mandare a quei delHsola certa dose di frumento macinato, cioè due cheniche attiche di farina , due cotile di vino, e un pezzo di carne a testa ; e pei serventi la metà. Questa roba si manderebbe a vista degli Ateniesi; nè anderebbe a Sfatteria alcuna barca di soppiatto. E gli Ateniesi nientemeno che prima terrebbero guardata l’isola , ma senza sbarcarvi, nè porterebbero r armi sia per terra sia per mare contro I9 esercito dei Peloponnesi. Per la più piccola trasgressione a questi articoli da una delle due parti si intenderebbe sciolta la tregua , che durerà (ino al ritorno degli ambasciatori lacedemoni da Atene, i quali dovranno esser condotti e ricondotti sopra una trireme dagli Ateniesi. Tornati essi spirerà la tregua, e gli Ateniesi restituiranno le navi quali le avranno ricevute. — Tali furono i patti della convenzione; si consegnarono le navi che erano circa sessanta, e si spedirono i legati, i quali giunti ad Atene parlarono così :