Kitap 4
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Dipoi ciascuno degli Ateniesi che a mano a mano passava la porta, si avviava verso le mura, ove pochi del presidio peloponnesio fecero in principio resistenza , ed alcuni rimasero morti : i più però si diedero alla fuga impauriti da quel notturno assalto de’nemici, e dal vedersi a fronte quei cittadini traditori ; onde stimavano che tutti i Megaresi si fossero accordati a tradirli. Occorse inoltre che un araldo ateniese di suo capriccio bandì che chiuni{ue de’ Megaresi volesse esser con gli Ateniesi prendesse le armi. A tal voce non ressero più , ma pensando di aver veramente nemico tutto il popolo , si ricovrarono a Nisea. con loro gran moltitudine di popolo informati del segreto gridavano doversi aprire le porte ed uscire a battaglia. Avevano già tra loro stabilito che ungendosi per contrassegno con del grasso a fine di non essere offesi, aprirebquantunque avessero maggiori forze , nè gettare la città in manifesto pericolo ; che se alcun si opponesse , ivi s’avea a decidere coll'armi. Mostravano al tempo stesso non saper nulla di quei maneggi, ma insistevano come che consigliassero il migliore , ed intanto restavano fermi a guardia della porta ; di sorte che gli orditori della trama rimasero delusi.
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Conoscendo i generali ateniesi che era nato qualche ostacolo, e che d’altronde non avevano forze sufficienti a prendere d’assalto la città , si diedero immediatamente a cingere di mura Nisea, persuasi che espugnandola prima che le venisse qualche soccorso, sarebbe stata anco più sollecita la resa di Megara. A tale oggetto arrivarono subito da Atene ferramenti, scarpe!lini ed ogni altra bisogna. Pertanto incominciando dalle mura già occupate, edificarono un muro trasversale per chiuder fuori Megara ; e dalle due estremità di esse lo condussero fino al mare di Msea. L’esercito si distribuì il lavoro del fosso e delle mura,