Kitap 4
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« Valorosi soldati che meco imprendeste questo pericolo , non sia tra voi chi ponderando tutte le difficoltà che ci stanno attorno voglia in tal frangente ostentare accortezza, invece che, messo a parte ogni riguardo, affrontar fiducialmente il nemico, e scamparla per questa via. Perocché quando le cose son giunte a tal necessità noQ ammettono ponderazione , ma richiedono prontissimo il cimento, lo vedo che stanno per noi moltissimi vantaggi ove vogliamo persistere, senza sbigottire della moltitudine dei nemici, e tradire vituperosamente la nostra stessa superiorità ; avvegnaché io pensi essere a pro nostro la disagevolezza del luogo, e doverci riuscir di giovamento se persistiamo : laddove cedendo, la montata sebbene scabrosa renderassi agevole non essendovi chi la contrasti : ed allora troveremo il nemico più formidabile , perchè mancante di facile ritirata, quand’anche ne lo cacciassimo a forza. Ed invero fino a che sono sulle navi è cosa leggeri il ributtarli ; ma sbarcati sono alla pari con noi : nè vuoisi troppo temere la loro moltitudine, perchè quantunque sieno molti dovran combattere pochi alla volta stante la difficoltà d’approdare. Inoltre il loro esercito sebbene più numeroso, non è però in terra del pari che il nostro, ma si trova sulle navi, le quali hanno bisogno in sul mare di molte opportune contingenze : di sorte che io penso che le difficoltà di costoro contrabbilancino la pochezza di nostre genti. E per voi , i quali siete Ateniesi e che sapete per esperienza non potersi effettuar giammai per forza lo sbarco sulle terre altrui ( quando vi sia chi resista e non ceda per paura dell’ondate e del veemente impeto delle navi ), per voi si stimo cosa degna tener quivi adesso il fermo, respingere il nemico di sulla schiena del lido , e salvare ad un tempo noi stessi ed il castello ».