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Ἱστορίαι Thucydides

Kitap 5

10 Avendo così parlato, Brasida si disponeva ad uscire egli stesso , e collocava presso la porta chiamata Tracia il resto delle truppe con Clearide, destinate a sortir dopo lui siccome è detto. Ma essendo egli stato visto calare da Cerdilio, e sacrificare intorno al tempio di Minerva nella città , la quale di fuori potea tutta vedersi, e dare queste disposizioni ; fu recato avviso a Cleone ( il quale allora si era portato ad osservare il paese) , che tutto l' esercito de' nimici si vedeva dentro la città, e si scorgevano molti piedi di cavalli e di uomini presso le porte, come diretti ad uscire. Cleone sentito ciò andò da sè a vedere , e conosciuta la verità, non volendo cimentarsi a battaglia prima che gli fossero giunti i rinforzi, comandò che fosse dato il segnale della ritirata tuttoché pensasse di dovere essere scoperto. Ordinò ancora ai soldati che si avviassero sul fianco sinistro, che quello era il wlo mezzo d! ritirarsi in Eiona. Ma perchè gli pareva che si trapponesse dell’ indugio , egli stesso converso il corno destro, e dando le spalle al nemico ritirava l’esercito. In questo, Brasida vista l’occasione e la mossa dell’esercito ateniese, disse a’ suoi ed agli altri : « Costoro non ci aspettano, e ben lo mostrano col crollare delle lance e delle teste ; poiché quelli che ciò fanno, non sogliono attendere chi gli assalga. Onde mi si apra la porta indicata, ed animosamente e tosto usciamo ». E venuto fuori della porta che guarda la palizzata , e che era la prima delle mura lunghe allora esistenti, correva a gran passi per quella strada diritta, dove al presente, seguendo lunghesso la parte più forte del luogo, sta il trofeo. Ivi si scaglia in mezzo alle genti ateniesi, che Spaventate dal proprio disordine e attonite dall’ardire di lui, si mettono in fuga. E al tempo stesso Clearidà, secondo il convenuto, esce dalla porta Tracia, e va loro addosso con l’esercito ; onde pel non previsto e repentino incontro da ambe le parti furono gli Ateniesi in grande scompiglio. L’ala sinistra di loro che andava verso Eiona , essendo proceduta innanzi, si trovò divisa dagli altri e si mise a fuggire ; e Brasida visto che ella dava indietro, passa a combatter l’ala destra , e vi riman ferito. Gli Ateniesi non si avvidero che egli era caduto , onde coloro che gli erano vicini lo presero e lo portarono via. L’ala destra degli Ateniesi resse un poco più : ma Cleone, che anche da prima avea disegnato di non fermarsi, si diede alla fuga ; e sopraggiunto da un peltaste mircinio riman morto. Le sue milizie raggranellatesi sulla collina faceano testa contro Clearida die due o tre volte le assalì, nè mai cederono finché la cavalleria mircinia e la calcidese e i palvesari circondandole e dardeggiandole le misero in volta. Così tutto l' esercito ateniese fuggendo a gran pena, parte presero svariatamente le vie de’ poggi, parte combattendo furono uccisi o dalla cavalleria calcidica o da’ palvesari ; gli altri si ricondussero ad Eiona. Quelli che levarono Brasida dalla battaglia e che lo salvarono, lo condussero ancora spirante in città , ove saputo che i suoi avean vinto , poco dopo passò. II rimanente dell’esercito , tornato con Clearida dal dar la caccia al nemico, spogliò i cadaveri, ed alzò il trofeo.

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