Kitap 5
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Dico adunque che dopo stabilita la tregua dei cinquanta anni e le alleanze che la seguirono, le amba-«eerie del Peloponneso partirono da Sparta ove a tale oggetto erano state invitate, ed anche gli altri tornarono a casa. Ma i Corinti! voltatisi primamente ad Argo, tengono discorso eoo alcuni dei principali cittadini, che avendo i Lacedemoni fatto tregua ed alleanza con gK Ateniesi, prima loro nemici mortali, non pel bene del Peloponneso ma per farselo servo , conveniva pure agli Argivi vedere come potesse salvarsi il Peloponneso stesso, e decretare che ogni città greca che sia libera e si governi con perfetto eguaglianza di diritto , faccia, se vuole, lega con gli Argivi per la difesa scambievole dei territorii -, che però si eleggano pochi cittadini con pieno mandato acciò non si abbia a trattare col popolo, e non restino scoperti quelli che non riuscissero a persuadere la moltitudine. Aggiugnevano poi che molti per odio contro i Lacedemoni verrebbero alla parte loro. Ed esposte queste considerawom i Corialii tornarono a casa.
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Intesa la cosa dai primari d’Argo , la rapportarono ai magistrati e al popolo ; e gli Argivi fecero il decreto , e destinarono dodici cittadini co’ quali dovevano trattare dell’alleanza quei Greci che la gradissero, eccettuati gli Ateniesi e i Lacedemoni ; che con nessuno di questi due avrebbero potestà di pattuire senza il consenso del popolo argivo. E tanto meglio accostaronsi gli Argivi a questo trattato, in quanto che vedevano imminente la guerra coi Lacedemoni (essendo presso al termine la tregua con loro), ed insieme speravano di diventare il capo del Peloponneso. Imperocché in codesti tempi soprattutto sì si parlava male di Sparta caduta in discredito per le sue sconfitte ; dove gli Argivi non essendosi mescolati uella guerra attica , e tenutisi d’accordo con le due potenze De avevano raccolto il frutto, e si trovavano floridissimi in ogni cosa. Così dunque gli Argivi ricevevano in alleanza qualunque de’Greci il volesse.