Kitap 5
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In tal disunione fra Lacedemoni e Ateniesi, quei di Atene che dal canto loro volevano rompere la tregua, cominciarono subito a insistere , e sopra tutti Alcibiade di Clinia che quantunque troppo fresco di anni per aver credito in altra città , era nondimeno rispettato in Atene per la nobiltà de’maggiori. Et credeva più sicuro partito accostarsi ad Argo: ma oltre a ciò come quegli che era d’animo altiero e contenzioso si opponeva alla tregua , perchè i Lacedemoni l’avean conclusa colla mediazione di iVicia e di Lachete, non facendo conto di lui per la sua giovinezza , e non onorandolo come richiedeva l' antica ospitalitíi OncPerá una volta legato con essi, la quale f quantunque disdetta dal suo avolo , egli però avvisava d’averla rinnovata per essersi adoprato a pro dei loro prigionieri della Sfatteria. Insomma credendosi in ogni modo avvilito prese allora la parte di opposizione , spargendo essere i Lacedemoni gente da non fidarsene , e cercare essi di legarsi eoa gli Argivi a fine di staccarli con questa lega da Atene e d'andar poi contro gli Ateniesi restati soli. Ed allora cogliendo l' occasione dei dissapori insorti, di suo spedisce tosto gente ad Argo invitandoli a venire sollecitan^nte coi Mantineesi e con gli Elei ad Atene per chiedere l’alleauza , avvegnaché questo fosse il tempo opportuno, tanto più che egli stesso li spalleggerebbe con grandissima premura.