Kitap 5
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Il dì seguente gli Argivi e gli alleati si misero in quella ordinanza che doveano tenere nella battaglia se l'occasione si presentasse ; e i Lacedemoni nel tornare dalla corrente verso il tempio di Ercole al medesimo accampamento , scorgono a poca distanza i nemici già tntti in ordine e molto dilungati dal colle. Non si ricordavano di essersi mai trovati tanto sbigottiti, come lo furono allora ; avendo poco tempo per prepararsi, e dovendo subito in tanta fretta prendere il loro posto secondo gli ordini dati minutamente dal re Agide in forza della legge, la quale portava che quando il re conduce da sè l’esercito, tutto è comandato da lui , ed egli dichiara l’occorrente ai colonnelli , questi ai capitani, essi ai tenenti, questi ai sergenti, ed eglino alla compagnia. In questo modo passano speditamente gli ordini di ciò che vogliono i re ; perciocché nell’esercito dei Lacedemoni, tutti sono ( tranne pochi ) comandanti di altri comandanti, e la cura della esecuzione spetta a molti.
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Stavano adunque allora sul corno loro sinistro gli Scinti ( che soli tra’ Lacedemoni tengono da per sè cotesto posto. Presso di questi i soldati brasidiani di Tracia, e con loro i Neodamodi. Seguivano poi i Lacedemoni prò pio colle compagnie poste per ordine, e appresso loro gli Ereesi di Arcadia : quindi i Menalii, e sul corno destro i Tegeati con pochi Lacedemoni che occupavano {’estremità ; e ai due lati la cavalleria. Tale era l’ordinanza de9 Lacedemoni. Nell’esercito opposto tenevano l' ala destra i Mantineesi, perchè la battaglia era sul loro territorio : appresso venivano gli alleati di Arcadia, di poi mille Argivi di scelta milizia, che da molto tempo la città a pubbliche spese faceva esercitare nella guerra. Accosto ad essi gli altri Argivi; e dopo questi i Cleonesi e gli Orneati, loro alleati: finalmente sull’estremità gli Ateniesi che tenevano il corno sinistro con la propria cavallerìa.