Kitap 6
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Tutte queste cose disse Ni eia sperando o di rimuovere gli Ateniesi dall’ impresa colla moltiplicità degli ostacoli, o se fosse costretto alla spedizione di potere in quel modo navigare più sicuramente. Essi però con tutta quella farragine di apparecchiamenti uon scemarono U brama della spedizione, ma s’infiammarono viemaggior' mente ; cosicché la cosa gli andò al contrario : perocché fu creduto che egli consigliasse bene , e che l' impresa nel modo detto da lui riuscirebbe prosperamente. E il desiderio di navigare entrò in tutti egualmente ; nei vecchi perchè speravano di soggiogare i luoghi contro i quali andavano, o almeno di non dovere esser battuti con à grossa armala ; in quei di fresca età per la brama di vedere cd osservare un paese lontano, e per la fiducia di avere a tornar sani e salvi ; e la numerosa moltitudine e i soldati ripromettevansene denaro al presente, e nuovo acquisto di potenza, onde otterrebbero gli stipendi a vita. Tantoché per quella viva generai bramosia, se alcuno vera cui ciò non piacesse, se ne stava tranquillo, temendo dì passare per malaffetto alla Repubblica ove col suo voto si opponesse.
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Finalmente un Ateniese fattosi avanti e confortato Nicia, disse che non bisognava tergiversare nè indugiare, ma dire in faccia a tutti quali preparamenti dovessero gli Ateniesi decretarli. E Nicia, benché malvolentieri, rispose che ne terrebbe posatamente più serio consiglio coi suoi colleghi : nondimeno parergli fin d’allora non doversi navigare con meno di cento triremi; che quelle destinate al trasporto delle truppe dovevano esser propio degli Ateniesi in quel numero che e’ credessero, le altre si facessero venire dagli alleati : che i soldati gravi tra degli Ateniesi e degli alleati dovevano essere in tutti non meno di cinque migliaia , e più se si potesse ; e che bisognava allestire e condurvi tutti gli altri fornimenti in proporzione dell’esercito, e arcieri d’Atene e di Creta, e frombolieri e ogni cosa che giudicassero opportuna.