Kitap 6
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Cotanta era la prima armata che navigava a questa guerra, e ad essa tenevan dietro trenta barche annonarie con viveri e panattieri e muratori e fabbri , e tutto il necessario a fabbricare, più cento legni astretti a convogliare le barche. Molti altri navigli e barche andavano spontanee di conserva coll’armata per far mercatura, e tutti insieme da Corfu tragittarono il seno ionico. Ed essendo tutta intera l’armata approdata al capo Iapigio , e a Taranto, e ovunque ciascuno potè y costeggiavano l’Italia non volendo le città riceverli nè dentro le mura nè al mercato, ma solo permettendo loro di fare acqua e stare alla rada ; le quali cose non concessero nè Taranto nè i Locresi. Finalmente pervennero a Reggio promontorio d’Italia, e qui oramai si riunivano ; e non essendo accolti in città , acconciarono il campo al di fuori, nel luogo consacrato a Diana, ove fu loro accordato il mercato ; e tirate in sull’asciutto le navi stavano quieti. Tennero anche parola coi Regini che essendo Calcidesi dovevano aiutare i Leontini che pur erano Calcidesi ; ed ebbero in risposta ch’e’volevano starsene di mezzo, e che farebbero tutto quello di che convenissero gli altri Italiani. Frattanto gli Ateniesi pensavano quale fosse il miglior modo da seguitare per le cose di Sicilia, ed aspettavano da Egesta le navi spèdite innanzi , volendo chiarirà se veramente vi eranò quelle ricchezze, di che gli ambasciatori parlarono in Atene.
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In questo i Siracusani da molti luoghi e dagli esploratori avevano già chiare notizie che la flotta era a Reggio ; e senza più dubitare attendevano con tutto l’animo a prepararsi siccome è solito in tali urgenze, e spedivano in giro ai Siculi, dove presidi, dove legati, e mettevano guarnigioni nei castelli del paese all' intorno, ed esaminavano se l' interno della città fosse in buon punto , facendo la rivista dell’armi e de’cavalli ; e tutto il restante ordinala vano come per pronta guerra , e poco meno che presente.