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Ἱστορίαι Thucydides

Kitap 6

64 Considerandosi queste cose pei generali ateniesi volevano attirarli con tutte le forze il più possibilmente lontano dalla città, ed essi intanto favoriti dalla notte avanzarsi a pigliar campo senza controsto in luogo vantaggioso. Bene vedevano che essendo scoperti nissuna di queste due cose sarebbe loro riuscita, sia che volessero scendere dalle navi in faccia al nemico preparato, sia che volessero tenere la via di terra. Attesoché, mancando essi di cavalli, quelli de’Siracusani, che erano in gran numero, danneggerebbero assai i loro soldati leggeri e la moltitudine leggera ; laddove in quest’altra maniera occuperebbero un posto tale da non poter essere molto offesi dalla cavallerìa nemica. E gli usciti siracusani che li seguivano, gli aveano avvertiti di un luogo presso l’Olimpico che occuparono di fatto. Per recar dunque ad effetto le loro intenzioni i generali ateniesi macchinarono quest’astuzia. Spediscono a Siracusa un tale catenese persona fidata, e creduta non meno amica dai generali siracusani, il quale asseriva di venir da Catana per parte di alcuni cittadini ch’e’conoscevano per nome, e che sapevano esser de’ loro partigiani rimasti in quella città. Diceva egli che gli Ateniesi lasciato il campo pernottavano in città; e che se i Siracusani con tutto l' Esercito volessero sul far dell’alba presentarsi all’accampamento in un certo giorno, i medesimi partigiani terrebbero chiusi in città quegli Ateniesi che vi erano, e brucerebbero le navi ; ed essi intanto assalendo la palizzata di leggeri s’impadronirebbero del campo. Aggiugneva inoltre che molti de Catanesi darebbero loro mano, e che quelli dai quali era spedito erano già all’ordine.

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