Kitap 7
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Gli Ateniesi adunque non volendo fare spese in quella penuria di denaro, rimandarono subitamente i Trari giunti troppo tardi per Demostene, e ordinarono a D»itrefe di ricondurli, al quale dissero che siccome doveano attraversare l’Euripo, così nel trascorrer le coste de’ nomici vi facesse fare il maggior guasto possibile. E Diitrefe fece loro pigliar terra a Tanagra ove prestamente accolse del bottino, e sulla sera da Calcide dell’ Eubea tragittò l’Euripo, sbarcò i Traci nella Beozia, e li condusse contro Micalesso , e pernottò inosservato presso il tempio di Mercurio distante da Micalesso circa sedici stadii. Spuntava appena il giorno quando venuto sopra la città che era grande la espugna, perocché i cittadini non erano preparati a quell’assalto, e non si aspettavano che veruno a tanta distanza dal mare volesse venire ad attaccarli ; e le mura eran deboli ed in qualche punto rovinate, e basse in qualche altro ; e le porte stavano aperte perchè di nulla si temeva. I Traci adunque precipitatisi in Micalesso, saccheggiavano le case ed i templi , facevano strage delle persone, non risparmiando nè la più vecchia nè la più giovine età , e chiunque di mano in mano incontravano tutti uccidevano , fanciulli e donne, e persino i giumenti ed ogni altro animale che scorgessero ; conciossiachè la razza de’ Traci (come sogliono fare tutte le genti più barbare) quando 4ia preso ardire è micidialissima. Laonde fuvvi allora ogni sorta di grave scompiglio, ed ogni maniera di morte ; perchè gettatisi dentro una scuola che ivi era vastissima , e dove erano entrati di poco i fanciulli, tutti li fecero in pezzi ; talché l’intera città fu assalita da imprevista e terribile sciagura non minore di qualunqu’ahra.