Kitap 7
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« Azzuffiamoci adunque animosamente come c’invita siffatto disordine e la fortuna di uomini nimicissiini che spontanea si è posta nelle mani nostre ; e pensiamo che non solo é atto legittimissimo il saziare lo sdegno dell’animo contro avversari che a propria giustificazione alleghino d'esser venuti a punir l' aggressore ; ma che anche sta in poter nostro quella che comunemente dicesi la più dolce delle cose , la vendetta de’ nemici. Che gli Ateniesi ci sieno nemici e nemici mortali voi tutti il sapete , poiché son venuti per fare schiavo il paese nostro ; e se vi fossero riusciti, arebber martoriato crudelmente gli uomini, svergognati i figli e le donne, e posto a tutta la città la più turpe denominazione. Il perché non deve chicchessia allenirsi, né reputar guadagno la loro partita senza nostro pericolo, che certo partiranno egualmente ancor che vincano. Bella impresa sarà per noi (recando ad effetto, come è da credere, i nostri disegni) il punir costoro, e rendere a tutta quanta la Sicilia più stabile quella libertà che anche prima godeva ; e rarissimi son quei cimenti che avendo cattivo esito arrechino piccolissimi danni ; e sortendo buon fine, vantaggi grandissimi ».