Kitap 7
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I prigionieri che erano nelle cave in principio venivano duramente trattati dai Siracusani. Imperciocché, trovandosi molti in quel luogo profondo e scoperto, il sole ed LI soffocamento li opprimeva ; ed all’opposto le notti autunnali e fredde causavano malattie di nuovo genere: tanto più che per la ristrettezza doveano far tutto nel medesimo luogo, e Tua sull’altro giaceano sovrapposti i cadaveri di quelli che o per ferite, o per questa mutazione , o per altre simili cagioni morivano. Se a ciò si aggiunga una puzza insoffribile, ed il tormento della fame e della sete, perchè per otto mesi ebbero una cotila d’acqua e due di frumento a testa, si vedrà non esser eglino andati esenti da veruno di quelli incomodi che naturalmente doveano opprimere gente gettata in luogo si fatto. In questo modo stivati passarono circa settanta giorni, dipoi tutti gli altri, tranne gli Ateniesi e quei Siciliani ed Italiani che militarono con loro, furono venduti. E sebbene sia difficile lo scrivere esattamente quanti fossero in tutti i prigionieri, nondimeno non potevano esser meno di sette migliaia. Questo tra i fatti greci fu per avventura il più strepitoso di quanti intervennero in queste guerra , ed a mio credere anche più di quanti ne sappiamo per udita ; e sovra ogni altro splendidissimo pei vincitori, e calamitosissimo ai vinti. Conciossiachè vinti in tutto e per tutto e da ogni parte gravemente afflitti, e fanti e navi andarono , come suol dirsi, in fumo ; nulla campò dall' esterminio , e pochi di tanta moltitudine tornarono alla patria. Tale fu il successo dell' impresa siciliana.