Kitap 8
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Nella medesima estate quelli Ateniesi che con le venti navi in Lada bloccavano Mileto, fecero scala a Palermo del territorio milesio, vi uccisero Calcideo capitano lacedemone che era venuto ad opporsi con poca gente , ed alzato il trofeo, tre giorni dopo ripresero il corso. Questo trofeo fu atterrato da' Milesii come stato eretto da gente che non si era impadronita del luogo. E Leone e Diomedonte, tolte seco le navi ateniesi di Lesbo , e movendo dalle isole Enusse situate dinanzi a Chio, e da Sidussa e da Pteleo, due fortezze che ritenevano nell’Eritrea, ed anche da Lesbo stessa, facevano la guerra ai Chii con questa flotta, la quale aveva a bordo soldati darmatura grave scelti dal ruolo del Comune, e però costretti a militare. Presa adunque terra a Cardamile ed a Bolisso , superarono in battaglia e fecero grande strage dei Chii accorsi a contrastarli, e disertarono le terre di quei luoghi. Vinsero poscia una seconda battaglia a Fané f ed una terza a Leuconio ; e d’allora in poi i Chii non uscivano più in campo contro gli Ateneisi, quantunque essi devastassero il loro territorio di tutte cose floridissimo, e rimasto illeso dalla guerra de’ Medi fino a quel tempo. Conciossiachè i Chii soli, che io mi sappia, hanno dopo i Lacedemoni »erbato moderazione in mezzo alla prosperità ; e quanto più la città loro avanzava in grandezza altrettanto l’ordinavano a maggiore stabilità. E questa medesima ribellione (se pure vogliasi credere aver essi operato contro il partito più sicuro) non osarono farla prima di essersi messi nel medesimo mazzo con molti e buoni alleati, nè prima d’aver inteso che gli Ateniesi stessi non più sapevano negare il deplorabilissimo ed irrimediabile stato delle cose loro, dopo la disgrazia di Sicilia. Che se in qualche modo errarono, 'ome suole intervenire nelle inaspettate vicende della vita umana , il loro errore fu la sequela di quella opinione allora comuue a molti, che gli Ateniesi sarebbero presto iti in rovina. Trovandosi adunque stretti dalla parte di mare, e devastati da quella di terra, furonvi di quelli che tentarono di rendere la città agli Ateniesi. I magistrati sentito ciò, non ne fecero romore; invitarono bensì a venire da Eri tra in città l’ammiraglio Astioco con le quattro navi che aveva seco, e deliberavano del modo più discreto per addormentare gli orditori di quella trama, o col prendere degli ostaggi, o con qualche altro argomento. Questo era lo stato dei Chii.