Kitap 8
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Dopo la partita degli Ateniesi, i Peloponnesi movendo sull’alba da Tichiussa giungono a Mileto, ove dimorarono un giorno. Il dì seguente aggiuntesi le navi chie, state già inseguite con Calcideo dalla flotta ateniese, vollero rinavigare a Tichiussa per i bagagli che vi avevano scaricati. Pervenuti colà furono incontrati da Tissaferne colla fanteria, il quale gl’ induce a far vela sopra laso, dove stanziava Amorge nemico del re. Assaltarono improvvisamente quella città , la quale credeva che queste navi fossero attiche , e la espugnarono con lode principalmente delle milizie siracusane. Amorge , figlio naturale di Pissutne c ribelle del re, fu preso vivo , e consegnato dai
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Peloponnesi a Tissaferne perchè , se volesse , lo menasse al re siccome aveva ordine. Iaso fa saccheggiata, e l'esercito ne cavò molte ricchezze, come da luogo di aulica opulenza ; non fecero alcun male alle truppe che erano in soccorso d’Amorge, ma le ricevettero e le arruolarono nel loro esercito perchè la maggior parte erano del Peloponneso. La cittadella fu conseguala a Tissaferne, come pure tutti i prigionieri servi e liberi, col paltò che pagasse uno statere dorico a testa. Dopo ciò ritornarono a Mileto, mandarono per terra lino ad Entra le genti ausiliarie tolte ad Amorge sotto il comando di Pedarito figliolo di Leone, che i Lacedemoni aveano eletto a governatore di Olio; ed in Mileto hi luogo di Pedarito sostituirono Filippo. Cosi finiva l’estate.