Kitap 8
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Nella medesima estate volendo Tissaferae (come di fermo fu creduto) sventare le imputazioni dategli da’ Peloponnesi, i quali tra le altre, a cagione del ritorno d’Alcibiade, erano scorrubbiati con esso lui quasi la tenesse apertamente da Atene, si dispose a portarsi ad Aspendo per le navi fenicie, e comandò a Lica di essergli compagno in quel viaggio. E quanto all’esercito disse che lascerebbe ordine a Tamo suo luogotenente di pagar gli stipendii, in quel tanto ch'ei stesse assente. La cosa però uon si racconta in un medesimo modo, nò è facile intendere perchè andasse ad Aspendo , e poi andatovi non ronducesselenavi. Conciossiachè egli è cosa indubitata che, centoquarantasette navi fenicie erano arrivate ad Aspendo ; e d’altronde molte sono le congetture del perchè non venissero. Alcuni tengono che Tissaferne andasse ad Aspendo per logorar con questa sua partenza i Peloponnesi, come veramente era suo pensiero. Ed infatti Tamo suo luogotenente pagava gli stipendii non punto meglio, ma anzi peggio di lui. Altri opinano che dopo aver fatti venire i Fenicii sino ad Aspendo ei volesse cavarne denari congedandoli; poiché non aveva intenzione di valersi di loro. Altri poi son d avviso che facesse ciò mosso dalle male voci giunte fino a Sparta, acciocché si dicesse che la sua condotta non era disleale, ma che egli andava apertamente per una flotta al certo equipaggiata. Con tutto questo a me pare che il motivo più chiaro del non aver condotto quella flotta fosse per indebolire e tener sospese le cose de1 Greci ; per farli consumar tra loro mentre egli era assente e si tratteneva colà ; e per tenere in bilancia i loro interessi senza farla preponderar da alcuna parte colla sua aggiunta ; perchè è manifesto che, se lo avesse voluto , arebbe posto fine alla guerra ; e l’esito non sarebbe stato dubbioso. Essendoché, conduceudo la flotta fenicia ai Lacedemoni, avrebbe ragionevolmente dato la viltoria ad essi, i quali anche di presente stavano a fronte degli Ateniesi con eguali forze marittime piuttostochè minori. Lo scusarsi poi del non aver condotto quelle navi, col dire che erano state accolte iu più piccol numero di quello che il re avea ordinato, fu un parlare da sonnolento; perchè in tal caso arebbe meglio incontrato il gradimento del re spendendo non molti denari, e con più sottile spesa avrebbe conseguito l'istesso. Ma (qual che si fosse la sua intenzione) Tissaferne arriva ad Aspendo e si abbocca coi Feuicii ; ed i Peloponnesi per ordine di lui vi spediscono Filippo gentiluomo lacedemone con due triremi, persuasi che gli dovessero esser conseguale quelle navi.